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MASTER AUDAX
29 maggio 2018

ARI NON E' RESPONSABILE DELLE INFORMAZIONI PUBBLICATE SU QUESTA PAGINA, IL CUI CONTENUTO E' AUTONOMAMENTE GESTITO DALL'ORGANIZZATORE DELL'EVENTO.

SICILIA NO STOP - 10^ Edizione

Distanza

1000 km

Dislivello

8000 - 9000 metri

Tempo massimo

75 ore

Dove

Aci Trezza (CT)

Contatti

0941 317097
338 8107930
E-mail

Partenza

06:00 - 07:00

Omologazione

BRM/ACP

1000 km

Servizi

Iscrizioni

dal 01/12/17 al 30/04/18

Quota di iscrizione

Online: 60.00 €
Online Soci ARI: 54.00 €

Il primo brevetto da 1000km in Italia con omologazione Audax Club Parisien,valido come prequalificazione alla PARIS-BREST-PARIS 2019.


LA RANDONNEE: Anche quest'anno si rinnova l'ennesima magia della randonnée ultramille più longeva d'Italia, la SNS che giunge al ragguardevole traguardo volante della decima edizione. Quest'anno il campo base è stato posto nell'Hotel dai ricordi verghiani "I Malavoglia", nell'incantevole cittadina di Aci Trezza che, con i suoi imperiosi faraglioni, ci riporta alla memoria anche il primo randonneur della storia occidentale: il mitico Ulisse.

Questi grattacieli di roccia scura sono stati battezzati dai pescatori del luogo con nomi curiosissimi, naturalmente in dialetto, il faraglione Ranni, cioè grande, è il primo da sinistra; subito dopo quello "do menzu", ossia di mezzo; quindi quello "du zu Gnaziu" (di zio Ignazio); infine quello "d'aceddi" (gli uccelli) cui si affianca un piccolo scoglio finora rimasto senza nome. Il più imponente di questi faraglioni, meglio conosciuti come Scogli dei Ciclopi, raggiunge i 70 metri ed è di proprietà dell'Università di Catania donato dal marchese Gravina che ne era il proprietario.

Primo segmento,Aci Trezza - Etna: Questa nuova edizione di SNS parte col botto da fuochi d'artificio con l'immediata scalata al più alto vulcano attivo d'Europa, dagli innumerevoli nomi: Etna, Mongibello, Montagna... ma dice la leggenda che esso possiede un nome segreto: chi riesce a saperlo, a pronunciarlo, può domare il vulcano. Un nome che a noi piace significhi esperienza, coraggio, ma anche intelligenza e fantasia.

Il primo tratto della scalata di circa 20 chilometri conduce a Nicolosi chiamata anche porta dell'Etna, con un percorso studiato appositamente per addolcire la continua salita che presenta comunque alcuni brevi tratti impegnativi; i continui centri abitati che si attraversano senza soluzione di continuità sono abitati da gente tenace e assuefatta al vulcano, alle sue minacce, alle sue violenze, assuefatta alle fughe e ai ritorni sui suoli dal tempo resi feraci dove impiantare nuove colture, nuove dimore. Gente affabile e laboriosa la cui presenza distrae la fatica della pedalata: molti commercianti espongono le loro variopinte merci direttamente sui marciapiedi e le strade sono sempre percorse da continui viavai di gente indaffarata proprio come gli antichi abitanti di queste pendici, i mitici laboriosi ciclopi Arge, Sterope, Bronte e l'ingenuo più famoso Polifemo, che usavano svolgere contemporaneamente svariate attività (pastori, muratori e fabbri).

Nel secondo tratto del percorso che va da Nicolosi al Rifugio Sapienza inizia la vera scalata al gigante di fuoco dove ci si trova ad affrontare molte, forse tante, lunghe rampe impegnative ma allo stesso tempo affascinanti. è in questo secondo tratto che ci si trova di fronte la vera natura impervia e severa ma di selvaggia bellezza del vulcano, prima tra i boschi di patriarchi arborei di pini larici, lecci e castagni di cui alcuni superano anche il mezzo millennio d'età e poi tra le nere dune lunari di lava solidificata. Solo in questo tratto avviene la vera scalata alla fucina degli dei, solo dopo aver lasciato Nicolosi ogni randonneur rimane solo al cospetto del grande vulcano nel proprio personale e faticoso pellegrinaggio laico verso la cima dove è posto il primo controllo appunto al Rifugio Sapienza nel piazzale omonimo.

Secondo segmento,Etna - Messina: Al piacere della discesa dall'Etna verso Zafferana Etnea e poi giù ancora per Santa Venerina e Giarre si associa anche il rialzo termico della temperatura che, chilometro dopo chilometro, torna a valori più miti a ritemprare fatica ed animo.

Il fiume Alcantara segna il confine tra le provincie di Catania e Messina e annuncia l'ingresso a Giardini Naxos adagiata ai piedi del Monte Tauro sulla cui sommità sorge la famosa quanto bella Taormina, peccato poco visibile dalla statale. Superato il promontorio di Capo Taormina però è ben visibile il suo gioiello marino: la suggestiva Isola Bella.

Pochi chilometri dopo (10 circa) occorre doppiare un altro promontorio: Capo S. Alessio, la cui breve salita è caratterizzata dall'imponente vista del grande sperone roccioso sulla cui vetta si leva, a picco sull'azzurro mare, un antico torrione di sorveglianza eretto durante la dominazione islamica.

Adesso inizia una serie che sembra Interminabile di lungomari dei tanti paesi che si susseguono ininterrottamente e che permettono d'ammirare l'incantevole tratto dello Jonio che sembra sia ancora quello stregato dalle sirene di Omero, i cui canti ammaliavano anche i marinai per trascinarli nei gorghi profondi di Scilla e Cariddi. Doppiati due speroni dei monti Peloritani (Capo Alì e Capo Scaletta Zanclea), si arriva al secondo controllo di Messina, l'antica Zancle, distrutta dal terribile terremoto e ricostruita dopo il 1908. Impossibile dire che ai messinesi manchino ingegno e fantasia: lo dimostrarono riedificando la città in pochi anni impiegando quel nuovissimo materiale ch'era il cemento, ma studiando come ingentilirlo, creando belle sculture per dar dignità ai nuovi palazzi. Caparbi e forti più di quel pesce spada  che è simbolo della città, devoti alla Madonnina a guardia dello Stretto, i messinesi mettono ancora in mostra la loro fantasia, ad esempio, nell'arte pasticciera, di cui sono arditi maestri. La sosta per il controllo è uno stimolo a soddisfare il proprio appetito saziandolo di gustose leccornie. Gli amanti dei dolci che non abbiano  mai gustato la pignolata messinese sono come gli amanti del ciclismo che non conoscano le mitiche imprese dello Squalo dello Stretto.

Il secondo controllo è posto all'ingresso della città. Superata la rotatoria di Tremestieri si percorrono soli 2,3 km  (la statale 114 in questo tratto prende il nome di Via Adolfo Celi) per giungere alla Gastronomia Roses, rosticceria e focacceria. Facilmente individuabile per la stazione di servizio IP posta quasi di fronte.

In città occorre fare molta attenzione ai binari tramviari disseminati ad ogni intersezione: per consentire agevolmente le svolte dei tram disegnano sull'asfalto ampie curve che diventano pura insidia per il ciclista distratto. Attraversarle perpendicolarmente è la soluzione migliore.

Terzo segmento,Messina - Patti: Doppiato Capo Peloro, che prende il nome dal mitico re Peloro che volava da qui all'Africa su un carro al cui timone aveva soggiogato quattro ippogrifi, il percorso piega decisamente ad occidente e lasciato alle spalle lo Stretto e lo Jonio si costeggerà il mar Tirreno ai piedi degli imponenti monti Peloritani che si levano come un baluardo lungo la costa settentrionale dell'isola, da est verso ovest. Percorrendo per una decina di chilometri la statale 113 e dopo aver superato Capo Rasocolmo si aprirà allo sguardo l'ampio golfo di Milazzo dove si staglia, all'orizzonte, la stretta lingua di terra su cui sorge la città.

Questo tratto del percorso è caratterizzato da un susseguirsi ininterrotto di centri abitati, proprio come nella costa jonica, e si pedala da un paese all'altro viaggiando anche dentro la vita quotidiana di queste genti tirreniche. Dopo Milazzo, porto d'imbarco alle vulcaniche isole Eolie, Barcellona Pozzo di Gotto e altri borghi marini termina il tratto pianeggiante perchè si arriva ai piedi di Tindari, posta alla sommità del promontorio omonimo, così chiamato in onore di Castore e Polluce, i Dioscuri detti appunto Tindaridi. La strada che sale fino alla Locanda di Tindari per circa 4 chilometri non solo è facilmente pedalabile ma offre anche una delle più belle vedute dell'intera SNS: i laghetti di Oliveri ai piedi del promontorio, le isole Eolie sullo sfondo del mare e la maestosa veduta del Santuario eretto in memoria della Madonna Nera sono uno spettacolo.

La discesa da Tindari conduce al terzo controllo di Patti, città natale del patron della SNS Totò Giordano, presidente della ASD CicloTyndaris e del suo delfino Salvo Bonfiglio. In questa edizione il controllo è posto nella frazione marina di Patti, in Via Capitano Filippo Zuccarello (parallela adiacente la statale 113) al numero 157 c'è la Pizzeria Ritrovo That's Amore.

Quarto segmento,Patti - Cefalù: Lasciata Patti e doppiato il promontorio di Capo Calavà attraverso una suggestiva galleria scavata nella viva roccia lo sguardo è attratto dai verdi promontori dei Nebrodi che s'affacciano sul mare: questa parte di strada è molto suggestiva per i tanti tratti a strapiombo tra le aspre pareti scoscese e l'azzurro mare.

La piccola rupe, aspra e conica che chiude lo sguardo di questa prima serie di promontori è quella di Capo d'Orlando, sulla cui cima sono i resti di un castello trecentesco e il santuario di Maria Santissima.

 Dopo Sant'Agata di Militello la strada si caratterizza per molti tratti rettilinei, si attraversa Marina di Caronia e poi Santo Stefano di Camastra, ultima cittadina della periferia occidentale del Parco dei Nebrodi e nota soprattutto per la sua produzione artigianale di ceramiche artistiche. Con le Madonie, nuove compagne di viaggio, l'obiettivo è rivolto esclusivamente alla rupe che si staglia in fondo alla costa: il prossimo controllo di Cefalù.

L'imponente rupe è infatti l'inequivocabile biglietto da visita della città a cui ha dato il nome. Che derivi dal greco Kephaloidion o dal punico Kefa o dal latino Cephaleodium, il nome è infatti connesso alla caratteristica forma di testa che ha il promontorio. Ai piedi della rocca si estende la cittadina, che si sviluppò intorno al suo monumento più importante, il duomo, una delle più belle chiese normanne della Sicilia.

Poco più di centotrent'anni durò il regno normanno in Sicilia, cominciato nel 1061 con la cacciata definitiva degli Arabi che invece avevano occupato l'isola per circa due secoli e mezzo. Sono pochi centotrent'anni: ma sono bastati ai Normanni per lasciare infinite testimonianze di pietra. Hanno costruito cattedrali e chiese, splendidi castelli e favolose residenze, lasciando tracce della loro arte in ogni parte della Sicilia ma l'imponente cattedrale eretta a Cefalù era la chiesa prediletta di Ruggero II.

I più arditi randonneurs giungeranno al traguardo volante di Cefalù nel tardo pomeriggio e probabilmente riprenderanno subito il loro viaggio. Per molti sarà una tappa raggiunta in piena sera se non anche nella notte e pertanto l'organizzazione ha previsto il controllo e il primo bagdrop presso l'Hotel Santa Lucia dove, per chi ha prenotato, è possibile fare una doccia salutare, riposare qualche ora ed effettuare il cambio d'indumenti prima di riprendere il viaggio. L'Hotel è facilmente individuabile dopo aver attraversato la circonvallazione di Cefalù, poco prima d'uscire dalla cittadina in direzione Palermo, sulla destra.

Quinto segmento,Cefalù - Trapani: A circa 18 chilometri da Cefalù, dopo essere passati accanto al paese Campofelice di Roccella, si lascia la statale 113 svoltando a destra per la zona industriale di Termini Imerese. La deviazione poco paesaggistica è necessaria alla salvaguardia delle gambe in quanto la statale che s'abbandona s'inerpica in faticosi saliscendi sulle colline sovrastanti la cittadina di Termini, tuttavia giunti all'ingresso della città occorre intraprendere alcuni tornanti al 7%, fortunatamente brevi. Lasciata Termini Imerese, da Trabia a Santa Flavia la strada è costellata da pedalabili saliscendi che non vengono però avvertiti per la meraviglia alla vista della costa che precede l'ingresso alla spettacolare Palermo: "città tutto centro e tutta periferia" come la definì l'architetto Giovan Battista Basile che le diede l'impronta Liberty.

Scoperta dai Fenici, il suo destino è racchiuso  nel nome di origine greca: "tutto porto". Forse non sarebbe mai sorta Palermo se, con il mare, non fosse stata dotata dalla natura di un porto fra i più attraenti del mondo antico. Anzi nei porti, perchè ce n'erano ben cinque. Tra questi quello dell'Acquasanta e quello dell'Acqua dei Corsari che s'incontra subito attraversando la folcloristica via Messina Marina; da questa si attraverserà la passeggiata del Lungomare costeggiando, al termine, la chiesa gotico-catalana di Santa Maria della Catena, la chiesa ebbe questo nome dalla lunga catena che sbarrava l'ingresso del porto adiacente nella notte. Percorrendo l'intera via Montepellegrino si giunge ad una rotatoria dove occorre svoltare a sinistra per via Martin Luther King e poi a destra per via della Favarotta per intraprendere il verde e fresco Parco della Favorita e uscire dalla periferia occidentale della città in direzione dei borghi marinari che si susseguono ininterrottamente. è consigliabile sottolineare di prestare molta attenzione di guida durante l'attraversamento di queste vie per il caotico traffico palermitano: come non ricordare le parole che lo zio di Johnny Stecchino proferisce a riguardo del problema che affligge la città di Palermo!

Il passaggio da Capaci, davanti la stele commemorativa della spregevole strage mafiosa contro il giudice Giovanni Falcone ed i suoi uomini della scorta ci riporta alla memoria i tempi bui della Sicilia e dell'Italia intera; pochi chilometri dopo ci si rincuora lo spirito ammirando il litorale caratterizzato dall'aspra scogliera tra Terrasini e Balestrate

Arrivati a Castellammare del Golfo si affrontano 5 chilometri d'una salita pedalabile ma giunti in cima al belvedere una breve sosta è d'obbligo, non tanto per riprendere fiato quanto per voltarsi e godere d'una vista mozzafiato che merita qualche scatto fotografico. Successivamente, percorrendo la statale 187 e superando Valderice in direzione Trapani si costeggerà l'isolato Monte San Giuliano sulla cui vetta sorge la medioevale Erice definita dallo scrittore Carlo Levi l'Assisi del Mezzogiorno. Poche costruzioni sono visibili dalla statale, forse alcune torri del castello del Balio, antica residenza del magistrato rappresentante del re. Terminata la SNS tornateci, non ve ne pentirete.

Nel frattempo si giunge al termine del quinto segmento: Trapani, un tempo famosa per il primato dei suoi artisti nella lavorazione del corallo, la materia prima fornita in abbondanza per secoli dal suo mare ed ora sempre più rara. Entrati in città si percorre Via Conte Agostino Pepoli fino alla rotatoria di Piazza Martiri d'Ungheria, continuando per circa mille metri su Via Giovanni Battista Fardella un lungo viale a due corsie, al terzo semaforo svoltando nell'altra corsia, al num. 78 c'è il Bar "I piaceri del Caffè": il quinto controllo.

Sesto segmento,Trapani - Castelvetrano: Il primo tratto della statale 115, che corre da Trapani a Marsala, attraversa la più estesa laguna costiera naturale siciliana: lo Stagnone, con le sue estese saline dalla storia antichissima: già molto preziose al tempo dei Fenici , che per primi ne misero a punto le tecnologie di produzione. Con un pò di attenzione è anche possibile scorgere tra le abitazioni i caratteristici mulini a vento, utilizzati ancora oggi, per la molitura del sale. Questa strada si può decisamente definire la Via del Sale.

Marsala si attraversa velocemente ma non dimentichiamo che è conosciuta per ben due motivi: qui sbarcò con i Mille, nel maggio 1860, Giuseppe Garibaldi; e qui nel 1773, per iniziativa dell'inglese Joseph Whitaker trasferitosi in questa zona , sorsero i primi stabilimenti, i "bagli", per la produzione di quel particolare vino dolce simile al Porto, poi conosciuto in tutto il mondo appunto come Marsala. è un piacere pedalare tra questi estesi vigneti che ci accompagnano oltre Mazara del Vallo e Castelvetrano. Terra ideale alla coltivazione della vite ora battuta dagl'infuocati venti del mar d'Africa ora addolciti dall'aria lieve delle Madonie e degli Erei. Per gli dei, che vino! Qui Greci, Fenici, Saraceni, Normanni han perso la testa (e Polifemo l'occhio) per i piaceri di Bacco.

Si entra a Castelvetrano attraverso Via Campobello e giunti alla villa si svolta a destra scendendo per Via Rocco Chinnici e Via Redipuglia, all'impianto semaforico si svolta a destra per Via Marinella, la strada d'uscita dal paese, al rifornimento ESSO che s'incontra alla propria destra si trova il Bar Tiger dove è posto il sesto controllo.

Settimo segmento,Castelvetrano - Porto Empedocle: La statale 115 da Castelvetrano a Sciacca (35 km) è una strada a scorrimento veloce mentre i 50 chilometri che separano Porto Empedocle da Sciacca sono caratterizzati dalle colline agrigentine che vanno superate con lunghi rettilinei che salgono e scendono su di esse con pendenze dal 3% al 5%.

La statale non entra propriamente a Porto Empedocle bensì la costeggia dall'alto della collina, dopo aver attraversato i due viadotti s'incontra alla propria destra una stazione di servizio ENI, alle cui spalle si trova l'Hotel dei Pini dove è possibile usufruire del secondo bagdrop e per chi ha prenotato, fare una doccia e riposare qualche ora.

Ottavo segmento,Porto Empedocle - Gela: Pochi chilometri dopo essere ripartiti ci si trova dinanzi la città dei templi: Akràgas per i Greci, Agrigentum per i Romani, Kerkert per gli Arabi, poi Girgenti e infine Agrigento: bella da incantare anche Simonide e Pindaro e dopo di loro ogni romantico in pellegrinaggio ai celebri templi disposti sulla cresta della collina popolata di mandorli e di ulivi saraceni. Sembrano una fuga di giganti contro il tempo.

Alcune colline ancora da scavalcare ma già poco dopo Palma di Montechiaro la statale scende fino a Licata, riavvicinandosi al mar d'Africa, e prosegue in maniera prevalentemente pianeggiante fino all'antica Gela (fu fondata nel 688 AC). Purtroppo della città ricorderemo il polo chimico industriale che attraverseremo uscendo dalla città anziché le sue mura, ottimamente conservate che hanno un perimetro di dodici metri e sono spesse più di tre metri ma che si trovano nella parte opposta del nostro percorso.

L'ottavo controllo si trova nella periferia orientale di Gela, in fondo alla lunga via Venezia che attraversa la cittadina, al Bar Di Stefano appunto su Via Venezia, 40.

Nono segmento,Gela - Portopalo di Capo Passero: Lasciata la statale 115, che prosegue verso l'entroterra, il percorso devia a destra lungo il mare verso la provincia di Ragusa, bastano pochi chilometri per vedere mutare nuovamente il paesaggio: all'inizio la strada è costellata dalle bianche serre delle coltivazioni agricole tipiche del vittoriese che rappresentano la vocazione locale e, da Scoglitti in poi s'inizierà un susseguirsi di piccoli borghi di mare che rappresentano l'altra vocazione, quella marinara. Il primo di questi, Punta Secca, è il luogo dove vive, nella fiction TV, il famoso personaggio creato da Andrea Camilleri: il commissario Salvo Montalbano. Una veloce deviazione di un centinaio di metri permetterà di giungere alla famosa abitazione televisiva. La casa è esattamente come la si vede nella fiction. Si affaccia sul mare su un tratto di spiaggia libera ed ha due balconi, uno al piano terra ed uno al primo piano, dove solitamente Montalbano consuma i suoi pasti quando è in casa.

Il "tour di Montalbano" prosegue ancora attraverso gli altri suggestivi tanti borghi, Donnalucata, Cava d'Aliga, Sampieri, piccoli villaggi di pescatori, quasi disabitati durante l’inverno, ma popolati d’estate, quando i proprietari delle case vanno lì a trascorrere la loro villeggiatura. Pozzallo e la sua Torre Cabrera indicheranno che mancano poco più di trenta chilometri al successivo controllo di Portopalo.

Portopalo di Capo Passero è un borgo marinaro nella punta più a sud della Sicilia, che fa da spartiacque tra il mar Ionio e il Mediterraneo, caratterizzato dalla presenza di due piccole ma graziose isolette: la prima è l'isola delle Correnti, che prende il suo nome dall'incontro dei due mari che si uniscono proprio in questo punto, lo Jonio e il Mediterraneo, dal percorso visibile lontana a meno di una deviazione di qualche chilometro poco prima di giungere al paese; l'altra è la suggestiva isola di Capo Passero che sorge invece proprio di fronte al paese, dove si erge una fortezza spagnola risalente al 1500 sovrastata da una imponente statua bronzea della Vergine Maria Scala del Paradiso che rivolge il suo sguardo protettore al borgo. Luogo incantevole. Il quinto controllo è posto al Bar Self Service Candiano, all'entrata del paese in via Maucini, 36. La chiusura ufficiale del Bar è alle h. 23:00, nel caso si giungesse a Portopalo durante le ore notturne e non è possibile vidimare il passaggio sul road-book va bene anche una foto scattata davanti l'ingresso della struttura o lo scontrino di uno dei tanti localini del corso principale.

Decimo segmento,Portopalo di Capo Passero - Aci Trezza: Uscendo da Portopalo saremo salutati dal castello Tafuri e dall'antica Tonnara di Scalo Mandrie, un affascinante monumento di archeologia industriale, che testimonia la principale attività economica e la tradizione simbolo di questo piccolo borgo marinaro. Come il successivo Marzamemi che si raggiunge dopo soli sei chilometri.

Seguendo la provinciale 19 in direzione nord e passando accanto la bella riserva di Vendicari si giunge a Noto e si riprende la statale 115 che si era lasciata subito dopo Gela. Anche se il completamento della SNS è vicino e mancano solo circa 110 chilometri al traguardo non può mancare una veloce visita alla capitale del barocco siciliano quale è Noto. C'è una data che fa come da spartiacque nella storia dell'architettura in Sicilia: l'11 gennaio 1693 un devastante terremoto colpì la zona orientale dell'isola, radendo al suolo completamente venticinque città grandi e piccole, e danneggiando gravemente un'altra trentina di centri, Quando, subito dopo il sisma, comincia l'opera di ricostruzione delle città distrutte, si apre un nuovo capitolo della storia dell'arte: esplode in questa parte dell'isola il barocco siciliano di cui Noto rispecchia tutte le peculiarità, imponente, scenografica, fastosa, con le grandi facciate di chiese e palazzi, con le lunghe scalinate, le fontane fantasiose, le sculture ornamentali, il ferro battuto, tutto questo è Noto, da non perdere.

Anche il successivo paese che s'incontra 6 chilometri dopo, Avola, fu interamente ricostruita dopo il fatidico sisma e rifacendosi al suo nome latino Apicula (ape), per la fiorente produzione mielaia, è stata realizzata a pianta esagonale simile al favo delle api. Ape che compare appunto sullo stemma del paese.

A soli 23 chilometri da Avola si passa da Siracusa. Dire di Siracusa è dire del paradiso perduto, del luogo del mito, della storia, dell'utopia platonica, della bellezza, della cultura, della civiltà; è dire di un isola, Ortigia, fisica e morale, che appare subito, posata agiatamente e gloriosa con le sue forme di tufo color miele, sul golfo del porto grande. Attraversando la città in direzione nord si passa accanto al parco archeologico che contiene anche il famoso Teatro Greco, il più grande del mondo antico fuori le terre elleniche, e l'Orecchio di Dionisio: la tradizione vuole che il tiranno, grazie a uno straordinario gioco di risonanze tra le pareti della immensa caverna, ascoltasse quello che si dicevano i prigionieri rinchiusi all'interno. Che il tiranno disponesse davvero di questo canale d'informazione non è provato, ma è certo che l'antro ha fatto da cassa di risonanza per l'attiguo teatro, straordinario laboratorio in quei tempi per recite classiche di intensa suggestione.

Appena usciti da Siracusa, percorrendo la statale 114, appare nitida l'Etna all'orizzonte che indica il vicino traguardo, mancano infatti solo 75 chilometri. Bisogna però fare attenzione quando si giunge in prossimità di Augusta e si rasenta l'autostrada SR - CT perchè le indicazioni stradali blu per Catania possono facilmente trarre in inganno (una breve frazione dell'autostrada, in questo tratto, per arcani motivi burocratici è considerata statale); quando il tracciato accosta l'autostrada bisogna subito seguire l'indicazione a destra per Augusta e Villasmundo, e mentre si percorre la rampa d'uscita mantenendo sempre la destra, seguire l'indicazione Villasmundo (attenzione, questo segnale è posto sulla rampa stessa). Ad ottocento metri si distingue chiaramente il bivio a destra per Catania. Per gli esordienti si suggerisce un "sopralluogo" con Google map o Street view: una volta visto quali deviazioni seguire tutto sarà più semplice.

La Piana di Catania rende facile qualunque pedalata, anche quella più affaticata e, attraversare il Simeto e poi successivamente la Plaja è un tutt'uno per giungere alla città etnea. Le vie catanesi sono quasi sempre molto trafficate ed è conveniente pedalare con prudenza soprattutto nella zona della Stazione Centrale.

Oltrepassato il porticciolo di Ognina si esce da Catania e dopo 5 chilometri si raggiunge l'agognato traguardo della SNS nell'albergo I Malavoglia ad Aci Trezza.


"Salite a bordo di questa arca triangolare di sasso che galleggia sulle onde dei millenni. è scampata a tante tempeste, sopravvivrà ancora... E mettetevi in tasca un vocabolario greco: potreste incontrare, emersa dalle acque e vogliosa di scambiare due chiacchiere, Afrodite Anadiomene..."  (Gesualdo Bufalino)


Questa descrizione del percorso è stata scritta dall'amico Gianni Barrera di Siracusa.


  

REGOLAMENTO E NORME GENERALI: ogni partecipante al brevetto deve considerarsi in escursione personale e libera, deve rispettare in ogni momento della manifestazione il Codice della Strada e tutta la segnaletica ufficiale esistente; l’Associazione Ciclo Tyndaris e gli Enti patrocinanti non possono essere ritenuti responsabili di eventuali incidenti, di qualsiasi tipo, che potrebbero accadere nel corso dello svolgimento del brevetto. Ogni escursionista deve provvedere egli stesso a tutto ciò che è necessario per il completamento del suo brevetto; tutti i servizi che l’organizzazione della Ciclo Tyndaris riuscirà a fornire, e che saranno comunicati prima della partenza, sono da considerarsi servizi extra gentilmente offerti da comuni o sponsor privati; nessun servizio organizzato da allenatori, massaggiatori o familiari, con vettura al seguito, è consentito lungo il percorso al di fuori dei punti di controllo.

 

AMMISSIONE: sono ammessi tutti i ciclisti, italiani e stranieri, di qualsiasi categoria che preveda l’obbligatorietà della certificazione medica all’idoneità agonistica, che abbiano compiuto il 18° anno di età e non abbiano superato i 69 anni (anno solare); tutti regolarmente tesserati per l’anno 2018 con CSAIn, UCI, FCI amatoriale o qualsiasi EPS (Ente di Promozione Sportiva), in regime di convenzione con FCI; non sono ammessi ciclisti non tesserati.

 

BICICLETTE: sono ammessi tutti i tipi di biciclette, corsa, mtb, tandem e/o bici speciali, purché tutte mosse esclusivamente dalla forza muscolare dell’uomo. Le biciclette dovranno essere conformi alle disposizioni impartite dal Codice della Strada inerente la circolazione dei velocipedi; dovranno essere munite di un sistema fisso di illuminazione a batteria sia anteriore che posteriore fissato solidamente; lo stesso dovrà avere una potenza tale che permetta al ciclista di muoversi in assoluta autosufficienza; inoltre ogni partecipante dovrà essere munito di lampadine.

 

CARTA VIAGGIO: ogni concorrente riceverà un road book con le informazioni sul percorso ed una carta viaggio sulla quale sono indicati i controlli ufficiali da effettuare lungo il percorso; ad ogni controllo previsto il partecipante dovrà obbligatoriamente far controllare e timbrare la carta viaggio con l’indicazione della data e dell’ora del passaggio; la mancanza di un solo timbro o la perdita della carta viaggio provoca la non omologazione del brevetto. In caso di impossibilità ad ottenere il timbro, per causa di forza maggiore o anche per non aver individuato il luogo esatto del controllo, l’escursionista dovrà ricorrere a sistemi alternativi (stazioni FS, negozi, distributori di carburante, bar, forze dell’ordine, ecc.) dove richiederà un timbro o si farà rilasciare uno scontrino comprovante il giorno e l’ora del passaggio che allegherà alla carta viaggio. All’arrivo ogni partecipante dovrà firmare la propria carta viaggio e consegnarla alla Giuria; controllata la regolarità, la stessa verrà fotocopiata e restituita al randonneur; non si rilasciano duplicati; successivamente verrà recapitato all’indirizzo fornito dal titolare il numero e/o il talloncino dell’omologazione emesso da ACP; tale omologazione e inoltre reperibile sui siti ACP e ARI oltre che su www.ciclotyndaris.it Saranno possibili controlli segreti; detti controlli saranno situati lungo il percorso indicato sul road book; per questo motivo ogni escursionista è tenuto a seguire “sempre” l’itinerario segnato sulla carta viaggio.

 

ISCRIZIONI: le iscrizioni si aprono il 1-12-2017 e si chiuderanno il 30 Aprile 2018; dovranno contenere quanto previsto sul modulo iscrizione pubblicato su www.ciclotyndaris.it e cioè: - tutte le generalità del ciclista, l’indirizzo personale completo, numero di telefono, telefonino ed e-mail; - fotocopia leggibile della tessera associativa, documento di identità personale, ricevuta del versamento della quota e del certificato medico con scadenza oltre il giorno 2 Giugno 2018; - denominazione della Società di appartenenza con codice, Ente di affiliazione ed indirizzo della stessa; I ciclisti stranieri, oltre a quello previsto per i tesserati italiani, dovranno produrre: - fotocopia di un documento di identità personale in corso di validità sul territorio nazionale; - certificazione medica, non antecedente ad un anno, comunque con scadenza oltre il giorno 2 giugno 2018 che ne attesti l'idoneità alla pratica sportiva secondo le norme previste dallo stato Italiano per attività agonistica; - certificazione che attesti la validità sul territorio italiano delle coperture assicurative Infortuni ed RCT correlate alla licenza UCI; - consenso al trattamento ai sensi e per gli effetti degli artt. 13 e 23 del D. L.gs. n. 196/2003; - presentazione della certificazione etica prevista dalla normativa F.C.I./CSAIn relativamente alla partecipazione di manifestazioni cicloamatoriali di tutti i tipi. (ALLEGATO versione inglese) Le iscrizioni si ricevono per e-mail: info@ciclotyndaris.it – o per fax: +39 0941 1936097 – o per posta al seguente indirizzo: Ass. Ciclo Tyndaris, C.da Rasola s.n.c. c/o Giordano, 98066 – PATTI (ME).

 

QUOTA D'ISCRIZIONE: è fissata in € 60,00 fino al 30 Aprile 2018 da versare su: o su carta poste pay n° 5333 1710 3612 0661 intestata a Giordano Salvatore C.F. GRD SVT 50L04 C094D o su conto corrente bancario presso il Credito Siciliano Ag. Di Patti con IBAN: IT04K0301982381000008381862 intestato A.S.D. Ciclo Tyndaris La quota d’iscrizione sarà rimborsata solo in caso di comprovata causa di forza maggiore, detratte €.10,00 per spese organizzative; la richiesta di rimborso in forma scritta, anche via fax o mail, deve essere anteriore allo svolgimento della manifestazione, con la specifica della causa di forza maggiore.

 

PUNZONATURA: i partecipanti dovranno presentarsi personalmente per il controllo dei mezzi, la convalida dell’iscrizione e la firma del Regolamento Presso l’Hotel I Malavoglia Via Provinciale Aci Trezza (CT), Lunedì 28 Maggio 2018 dalle 16,00 alle ore 19,00. BRIEFING. fra l’organizzatore, i partecipanti e la stampa alle ore 19,00 del 28-05-2018.

 

PARTENZA: dalle ore 6,00 alle ore 7,00 dall’Hotel I Malavoglia in direzione: Acireale, Nicolosi, Etna/Rifugio Sapienza a piccoli gruppi.

 

ASSISTENZA: è vietata l’assistenza fuori dai punti di controllo, così come è vietato seguire i concorrenti con mezzi motorizzati. Ogni concorrente dovrà risolvere in maniera autonoma i suoi eventuali problemi ed essere autosufficiente sino al più vicino punto di controllo dove potrà essere assistito da personale di sua fiducia per risolvere i suoi inconvenienti; i concorrenti che fossero assistiti e/o seguiti da una propria autovettura, al di fuori delle zone consentite, subiranno le seguenti penalizzazioni: al primo richiamo: 1 ora di penalizzazione sul tempo totale realizzato, al secondo richiamo: 3 ore di penalizzazione sul tempo totale realizzato, al terzo richiamo: esclusione dalla manifestazione.

 

SERVIZI AGGIUNTIVI: opzionali da prenotare nell’iscrizione, la quota sarà pagata alla partenza della manifestazione DropBox, costo € 10,00 Medaglia ricordo coniata da ACP, costo 10,00 Maglia celebrativa da ciclista, costo € 30,00.

 

ESCLUSIONE: l’esclusione di un concorrente può essere decisa dalla Giuria per motivi comportamentali o per infrazioni al Regolamento, sarà comunicata al partecipante al primo controllo utile dove sarà privato della carta viaggio.

 

VETTURE: sono vietate al seguito sul percorso escursionistico; tuttavia i concorrenti che desiderano avere un’auto di supporto dovranno farne domanda all’organizzazione assieme alla richiesta d’iscrizione. Al ritiro del materiale di gara il concorrente dovrà presentarsi assieme agli autisti dell’auto al seguito, con il relativo numero di targa, per la firma congiunta del Regolamento; queste auto saranno dotate di un contrassegno che li autorizzerà ad assistere i propri ciclisti nei punti prestabiliti, che dovranno raggiungere per vie alternative rispetto al percorso di gara e comunque in momenti diversi rispetto ai ciclisti.

 

TEMPO MASSIMO: il tempo massimo in 75h e scadrà alle ore 09,00 del Giorno 1 Giugno 2018.

 

NORME CONCLUSIVE: prendere il via al brevetto implica, da parte dell’interessato, l’accettazione integrale del presente Regolamento; ogni osservazione deve essere presentata per iscritto e consegnata entro le prime 48 ore dall’arrivo del ciclista.

 

FRODI E DOPING: qualunque tentativo di frode sarà punito con l’immediata esclusione dal brevetto e con la successiva non ammissione ai brevetti di ARI; inoltre, ogni eventuale doping scoperto, oltre alle conseguenze di legge, provocherà l’esclusione perpetua da qualunque manifestazione cicloturistica organizzata dalla Ciclo Tyndaris.

 

RICONOSCIMENTI: Brevetto di Bronzo a coloro che portano a termine 4 volte Sicilia No Stop; Brevetto d’Argento a coloro che portano a termine 7 volte Sicilia No Stop; Brevetto d’Oro a coloro che portano a termine 10 volte Sicilia No Stop.

 

Per quanto non previsto nel presente Regolamento, vigono le norme del Regolamento Tecnico dello CSAIn.

Per ulteriori informazioni contattare il Sig. Giordano al +39 338 8107930 +39 941 317097, oppure www.ciclotyndaris.it 

MODALITÀ ISCRIZIONI ON-LINE del ciclista

 

Socio ARI

Il ciclista socio ARI, dopo essersi "loggato" viene riconosciuto dal server ARI che verifica che la data della visita medica depositata in DataHealth sia valida nella data del Brevetto (se fosse scaduta gli chiede di aggiornarla) e gli permette di iscriversi immediatamente, senza dover inserire i propri dati, procedendo al pagamento della quota di iscrizione scontata.


Non socio ARI

ARI e gli Organizzatori associati utilizzano il servizio DataHealth per la verifica e l’archiviazione dei certificati medici. 

Il sistema, prima di aprire la scheda iscrizioni chiede di inserire il proprio CODICE FISCALE per verificare su DataHealth se sei registrato e hai la visita medica valida. Si presentano perciò due casi:

- IL SISTEMA TROVA VISITA MEDICA VALIDA su DH Sei certificato perché a suo tempo hai già fatto la procedura di inserimento in DataHealth per un precedente Brevetto ARI o per una GF che lo aveva richiesto. Quindi PUOI PROCEDERE > si apre la scheda iscrizioni da compilare.

IL SISTEMA NON TROVA LA VISITA MEDICA VALIDA > NON sei certificato in DataHealth.
Per iscriverti ONLINE a questo o ad altri brevetti ARI.

  • dovrai registrarti e depositare il tuo certificato medico di idoneità in DataHealth con pagamento del costo servizio a DataHealth.
  • oppure potrai decidere di diventare socio ARI (la procedura richiede un paio di giorni, vedi modalità e opportunità a questo link. In questo caso il costo del servizio è scontato (1,50 euro + IVA), mentre è gratuito per coloro che sono tesserati per una ASD affiliata a FCI o agli enti che hanno la convenzione con Datahealth.) 

Resta comunque la possibilità di iscriverti sul posto portando la visita se l’organizzatore accetta questa modalità. 

Dopo aver caricato, comunque, la propria visita medica valida sul portale DataHealth, e e aver ricevuto da questi conferma di validazione (solitamente entro 24 ore) il Ciclista, rientrando nella scheda iscrizioni, POTRÀ PROCEDERE ALL’ISCRIZIONE: inserito il proprio codice fiscale, il server ARI verifica in DataHealth e a validazione avvenuta apre la scheda iscrizioni da compilare.

NOTE:

- I certificati ritenuti validi per legge per partecipare ad un BREVETTO Randonnée (distanze superiori a 70km o con dislivello medio superiore all 1% o con salite superiori al 6%) sono: CERTIFICATO MEDICO AGONISTICO PER IL CICLISMO (per tesserati a società sportive) oppure CERTIFICATO MEDICO PER ATTIVITÀ AD ELEVATO IMPEGNO CARDIOVASCOLARE (per i non tesserati ad una società sportiva riconosciuta dal CONI)

- Ovviamente, una volta caricato il proprio certificato medico su DataHealth non è più necessario ripetere la procedura per l’iscrizione ad altri Brevetti ARI.

- DATAHEALTH ha 24 ore (max 48h) per validare il certificato, quindi il ciclista resterà evidenziato nell’elenco iscritti come "ATTESA DI VALIDAZIONE" fintanto che il server ARI non riceve anche questa conferma.

- Il ciclista che si registra in DataHealth riceve, insieme alla mail di conferma di validazione del suo certificato, il QRcode contenente tutti i dati del certificato e l’attestazione di avvenuta validazione da parte di DataHealth. (vedi dettaglio)  Pertanto, qualsiasi organizzatore che utilizza il servizio DH con un semplice smartphone dotato di lettore di QRcode può verificare il possesso del requisito previsto.

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